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domenica 2 novembre 2008

Caro Ministro (Zaia)... di Corrado Vigo

Ricevo dall'amico Orazio Vasta, e molto volentieri pubblico:

Caro Ministro Zaia,

Sono una agronomo, ma al contenpo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori.


Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ma che ci stanno portando economicamente alla rovina, perchè nonostante gli elevati prezzi di vendita al consumo, a noi vengono pagate a prezzi irrisori.

L'anno scorso anche fra i 5 ed i 7 centesimi al chilo.
Sì ha letto bene! 5-7 €urocent al chilo.

Mi rammarico, però, del fatto che Lei sia poco attento alla questione, ma la vedo assai impegnato, invece, nella tutela (come è anche giusto che sia) dei prodotti della Sua terra.

Vorrebbe, per favore, dare un pò più di "conto e retta" alle problematiche di noi agricoltori del sud?

Corrado Vigo

Trecastagni, 2 novembre 2008

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domenica 14 settembre 2008

La verità sugli ultras di Napoli

Testimonianza di un giornalista. Krennhuber: "Ritardi e maltrattamenti studiati per provocare reazione. Nel treno solo qualche bagno demolito. Nessun attacco, la polizia invece nei bus picchiava a caso. Al ritorno trattenuti 4 ore senza acqua"

Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista calcistica "Ballesterer fm", accompagnato dal collega Rosenberg, ha viaggiato insieme agli Ultras Napoletani verso Roma e prende posizione in un'intervista al derStandard.at sui fatti accaduti.



I media raccontano di come atti di violenza all'inizio del campionato di serie A abbiano di nuovo danneggiato l’immagine del calcio italiano. Da fonti di agenzia di stampa si apprende di come 1500 Ultras Napoletani abbiano assaltato un treno alla stazione di Napoli costringendo a scendere 300 passeggeri. Inoltre avrebbero ferito quattro controllori di Trenitalia e danneggiato e saccheggiato le carrozze. All'arrivo a Roma Termini avrebbero acceso bombe carta e usato gas lacrimogeni mentre erano scortati dalle forze dell’ordine ai bus verso lo stadio. Trenitalia parla di danni attorno ai 500.000 Euro.

Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista calcistica "Ballesterer fm", accompagnato dal collega Jakob Rosenberg, ha viaggiato insieme agli Ultras Napoletani in trasferta verso Roma e prende posizione in un' intervista al derStandard.at sui fatti accaduti. "Ballesterer fm" ne parlerà in un articolo che uscirà il 7 ottobre sulla crisi nel calcio italiano, raccontando in particolare i fatti della partita Roma – Napoli.

Lei e stato un testimone oculare dei fatti successi alla stazione di Napoli, ci racconta cosa in realtà è successo?
"Innanzitutto non si può assolutamente parlare di Ultras Napoletani che abbiano minacciato e fatto scendere dal treno 300 passeggeri, poi degli attacchi ai controllori di Trenitalia non ne abbiamo preso atto. Il treno sarebbe dovuto partire alle 09:24. Poco dopo le 11 i dipendenti di Trenitalia sono passati sui treni per consigliare ai passeggeri non tifosi del napoli e senza intenzione di andare a Roma di lasciare il treno e di prenderne un altro, cosa che hanno fatto tutti. Alla fine si parte alle 12:30 in un treno strapieno e sovraffollato. All’arrivo a Roma la partita era già iniziata; siamo entrati all' Olimpico al 52° minuto di gioco, una vergogna pensando che la maggior parte degli ultras aveva pagato sia il biglietto del treno che il biglietto di entrata all'Olimpico per 28 Euro. Abbiamo assistito alla demolizione dei bagni ma non si arriverebbe comunque mai alla cifra che Trenitalia ha comunicato ufficialmente, e poi qualcuno mi dica cosa ci sarebbe da saccheggiare in un treno...il tutto si sottrae alla mia immaginazione, come la notizia che gli ultras avrebbero usato gas lacrimogeni alla stazione Termini".

C'è stato qualche momento in cui avete avuto paura che potesse succedere qualcosa?
"Non abbiamo avute paure create dagli ultras napoletani, non hanno attaccato le forze dell’ordine nè alla stazione nè allo stadio, anche perchè sapevano cosa ci fosse in gioco. L’unico momento di tensione è stato quando dopo la partita sono entrate le forze dell’ordine nei bus per picchiare a caso chiunque si trovasse sulla loro via, il tutto con la scusa che queste persone avrebbero ostacolato la partenza dei bus. La cosa più assurda e che questi bus sono partiti poi dopo un'ora e mezza! Ci hanno trattenuto dentro lo stadio per 4 ore senza la possibilità di acquistare acqua o cibo. La promessa di ricevere acqua non è mai stata mantenuta!"

Il Ministero degli Interni italiano vorrebbe emettere un divieto di trasferta ai tifosi napoletani e vorrebbe far giocare a porte chiuse il Napoli sanzionando anche la società con una multa. Lei pensa che questi provvedimenti servano a qualcosa?
"No, trovo il divieto alle trasferte e le porte chiuse un provvedimento molto esagerato. La maggior parte dei tifosi napoletani non ha commesso nessun reato durante la trasferta. Le accuse che gli incidenti siano stati pianificati e orchestrati dai fans o addirittura dalla camorra mi sembrano totalmente assurde, un'invenzione. Al contrario non riesco a smettere di pensare che il tutto, cioè il ritardo e diversi maltrattamenti, siano stati studiati di proposito come per avere una reazione da parte dei tifosi per provocare una reazione ed emanare poi i provvedimenti che adesso vogliono far passare".

Il capo della polizia Antonio Manganelli parla di risultati positivi ottenuti dallo Stato contro la violenza negli stadi. Afferma che dopo la morte dell'ispettore Raciti a Catania ci sono meno incidenti. Racconta poi di come la sicurezza negli stadi sia stata migliorata e come questo abbia di nuovo attirato le famiglie con i bambini a frequentare di nuovo lo stadio. Sono fatti reali o solo belle parole?
"Gli standard di sicurezza sono stati sicuramente migliorati ma si tratta solamente di qualche cancello e qualche tornello in più all’entrata. Gli stadi italiani sono ancora nelle stesse desolanti condizioni di prima, non è cambiato niente all’interno. A parte questo lo Stato italiano usa solamente la via della repressione, non hanno alcuna intenzione di spendere soldi o lavorare insieme ai tifosi per un programma con essi. Poi trovo la deposizione di Manganelli molto cinica, pensando che nel novembre 2007 veniva ucciso Gabriele Sandri da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia. Inoltre non riesco a vedere l'incremento delle visite allo stadio da parte di famiglie. A Roma nel settore ospiti ho notato tra le 3600 persone due che erano sopra i 50 anni e cinque o sei donne, cosa che non mi stupisce affatto visto il trattamento a volte disumano che subiscono i tifosi".

Lei a che conclusioni arriva dopo il weekend passato?
"In futuro crederò ancora meno di prima alle notizie di scontri provenienti dall’Italia. C'è una discrepanza enorme tra quello che abbiamo vissuto quel giorno e cosa hanno riportato i media il giorno seguente. Per tutta la giornata non abbiamo incontrato un collega giornalista. I media non hanno fatto alcuna ricerca sul posto, si fanno dare i servizi già pronti dall'ufficio stampa delle autorità. E in quei servizi la versione dei tifosi non viene presa in considerazione o solo minimamente. Raiuno è l’unica emittente che ha fatto parlare anche tifosi e gente comune, e non solo politici e vari esponenti delle autorità su fatti. E quella gente comune e i tifosi raccontano analoghe storie come la nostra vissuta lo scorso weekend."

Thomas Hirner, derStandard.at, 5 settembre 2008


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domenica 31 agosto 2008

Un altro duro colpo per Palermo

La nuova Compagnia Aerea Italiana serba un duro colpo all'aeroporto di Palermo e all'economia della Capitale Siciliana. A seguire la presa di posizione del Fronte Nazionale Siciliano, che propone la nascita della Compagnia Aerea Siciliana.


Premesso che non intendiamo cadere nella logica del campanilismo, dobbiamo necessariamente prendere atto del fatto che la recente decisione della nuova Compagnia Aerea Italiana di fare riferimento all'Aeroporto di Catania - e non a Palermo - confermi la perdita di ruolo della nostra Città e del nostro Aeroporto.

Ed è, questa, una tendenza che abbiamo denunziato e denunziamo inutilmente da almeno trent'anni.

La colpa di tutto ciò è da attribuire, non già al "destino", ma al tradimento politico di una classe pseudo-dirigente locale che - (fatte, ovviamente, le dovute eccezioni) - ha, fra gli altri difetti, quello di nutrire il RIGETTO della Sicilianità e la debolezza di fare la "politica" del piccolo favore clientelare, in alternativa ed in sostituzione dell'elaborazione dei grandi progetti di sviluppo.

A questo punto, chiediamo che le scelte della nuova Compagnia Aerea Italiana non siano avventate, nè in questa nè in altra circostanza. E chiediamo che a Palermo si arresti, finalmente, la infelice politica del DEPOTENZIAMENTO dell'Aeroporto "Falcone-Borsellino". E che si attivi una profonda inversione di tendenza. Occorre, cioè, trovare prospettive di sviluppo che non siano la somma di tante centinaia di migliaia di voti di scambio di Destra, di Sinistra e di Centro.

E, a tal proposito, noi Indipendentisti FNS ribadiamo la esigenza che, - a prescindere dai programmi della Compagnia Aerea Italiana, - si dia vita alla Compagnia Aerea Siciliana, che dovrà diventare per la Sicilia (per tutto l'Arcipelago Siciliano) quello che è l'AIR MALTA per la vicina Isola-Repubblica di Malta.


GIOVANNI BASILE
Segretario della Sezione FNS Palermo Centro

Fonte: La Questione Siciliana

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lunedì 17 marzo 2008

I bambini di Cavour

dell'Abate Vella


«Nè va sottaciuto il fatto che il concetto di koinè si trascina dietro il pregiudizio che il dialetto regionale sia una lingua e non un dialetto. Conseguenza innocua, se dietro al concetto di lingua non stia spesso (o non sia stato) quello di nazione»
Salvatore C. Trovato


Il cavo sottomarino che presto unirà direttamente la Sicilia all'India potrà mai fare sentire ai Siciliani i battiti di una nazione che ha finalmente ritrovato la sua libertà, anche se ancora alle prese con i guasti ereditati dal dominio coloniale?

Thomas Babington Macaulay, primo barone di Macaulay, nacque il 25 ottobre 1800 da una famiglia scozzese emigrata in Inghilterra dalle highlands.

Macaulay fu poeta e storico, dedicandosi e pubblicando libri contenenti ballate ed episodi eroici della storia romana.

Fu anche un politico di un certo spessore e divenne membro del parlamento britannico.

L'apice della sua carriera lo raggiunse però grazie alle cariche che ricoprì nei vari organi preposti al governo coloniale dell'India. Anzi si può senza ombra di dubbio affermare che fu lui il vero conquistatore del subcontinente.

Egli andò in India nel 1834 e secondo i libri di storia patria creò le gloriose basi sulle quali fu costruita l'India coloniale bilingue, convincendo il governatore a soppiantare le lingua ufficiali di allora (arabo e sancritto) con l'inglese nel sistema educativo indiano.

Ecco come perorò la sua causa di fronte al parlamento britannico il 2 febbraio 1835:

“Ho viaggiato attraverso l'India in lungo ed in largo e non ho visto ombra di straccione o di ladro. Ho visto una tale ricchezza in questa nazione, valori morali cosí alti, gente di un tale calibro, che non penso potremo mai conquistarla a meno che non spezziamo la vera e propria spina dorsale di questa nazione che é il suo patrimonio spirituale e culturale, per cui propongo di rimpiazzare il suo antico sistema educativo, la sua cultura. Perché se gli indiani pensano che tutto quello che sia straniero ed inglese é buono e sia migliore del loro, essi perderanno la loro autostima, la loro cultura e diventeranno quello che noi vogliamo che siano, una nazione sottomessa.”

Ancora oggi con il termine “Macaulay children” (I bambini di Macaulay) si indicano quegli indiani che adottano la cultura occidentale come modello o che dimostrano comportamenti influenzati dai colonizzatori.

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giovedì 29 novembre 2007

Come i Siciliani finanziano comunisti e musulmani

Lo sapevate che il sudore della vostra fronte serve in parte a finanziare comunisti e musulmani? No? Andiamo per ordine e ve ne renderete conto.

Chi riscuote i tributi in Sicilia? A rigor di logica dovrebbe farlo la Regione Siciliana. Ma ciò avviene solo in parte, e solo di recente. In realtà dal 1991 l'esazione delle tasse in terra di Trinakria è in mano alla Montepaschi Siena, attraverso la controllata Montepaschi SERIT S.p.A., fino al 2006, e la partecipata SERIT SICILIA S.p.A., dall'anno scorso. In cambio di questo "servizio" i padroni della banca senese ricevono un compenso equivalente a circa il 10% dell'intero gettito fiscale dell'Isola: una ingente ricchezza che potrebbe tranquillamente rimanere in Sicilia se l'esazione venisse espletata direttamente dalla Regione. Ammontano a ben 509 miliardi di lire i compensi intascati dalla Montepaschi per il periodo 1997-2001*.

Dove finiscono questi soldi? La risposta è semplice: la maggioranza azionaria dell'istituto di Siena appartiene a una Fondazione controllata da enti pubblici (Comune e Provincia su tutti). Enti governati dal dopoguerra a oggi da solide coalizioni "laiche" a maggioranza comunista: PCI, poi PDS, poi DS e (presto) PD.

Sicché i soldi rapinati ai Siciliani, col benestare degli ascari nostrani, servono a finanziare le amministrazioni comuniste toscane. La prossima volta che vi trovate ad ammirare qualche città d'arte della "mitica" Etruria ricordate che la pulizia e l'arredo urbano vengono in buona parte finanziati dalle vostre tasche: una delle maggiori entrate della cosiddetta "cassaforte laica" senese proviene proprio dal sudore della fronte dei Siciliani.

Amministrazione locale a parte, è chiaro che questi soldi rappresentano - insieme a quelli raccimolati da UNIPOL in Sicilia e nel Meridione - un finanziamento neanche troppo occulto agli apparati di potere comunisti-democratici della Toscana, e quindi dell'Italia.

Ma non è finita qui, oltre a finanziare i comunisti, gli sprovveduti Siciliani non sanno che indirettamente finanziano l'avanzata dell'Eurabia. Da qualche tempo, infatti, il Montepaschi e la Provincia di Siena hanno deciso di finanziare a scatola chiusa il centro islamico cui fanno capo le moschee degli integralisti islamici di Colle Val d’Elsa e di Poggibonsi. Mentre l'amministrazione comunale di Siena impiega spesso i soldi degli ignari Siciliani in "appuntamenti d'autore"** pro-islam in cui intellettuali della caratura di Tariq Ramadan (ma cu u canusci?) vengono a spiegarci cos'è l'islam autentico. Cioè, secondo la loro vulgata, quello dei fratelli musulmani.

Quindi, quando qualche toscanaccio vi dirà che noi Siciliani siamo un popolo di arretrati e ignoranti, vittime della superstizione e dell'oscurantismo cattolico, avete tutto il diritto di rispondere che noi invece apparteniamo a uno dei popoli più sensibili alle tematiche laiche del mondo moderno e all'apertura verso la superiore cultura musulmana. Noi infatti - conti alla mano - devolviamo gratuitamente una quota della nostra ricchezza alla parte migliore del paese, quella comunista, e diamo ai nostri fratelli musulmani luoghi di incontro in cui possono preparare la guerra santa... solo che nessuno ce lo aveva detto prima!

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* Dati pubblicati da Centonove
** Evento finanziato dal Comune di Siena

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