Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post

lunedì 29 dicembre 2008

L'ignoranza di Fini, la buona fede della Chiesa Cattolica

L'Osservatore Romano risponde a Fini e alle sue critiche alla Chiesa


Nuovi inediti di papa Ratti: «Mi vergogno come italiano».

Di fronte alle leggi razziali fasciste Pio XI disse di vergognarsi «come italiano» e di essere «veramente amareggiato come Papa»: ieri, in un articolo sull’«Osservatore Romano», il prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, monsignor Sergio Pagano, torna a smentire, con documenti e citazioni inedite, le affermazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, su un atteggiamento accomodante della Santa Sede verso i provvedimenti presi da Mussolini nel 1938.

Pagano riporta frasi pronunciate da papa Ratti anche in udienze con rappresentanti del regime fascista: «Io non come Papa, ma come italiano, mi vergogno (...) Lo dica pure a Mussolini. Il popolo italiano è diventato un branco di pecore stupide (...) Qui sono diventati tutti come tanti Farinacci. Sono veramente amareggiato come Papa e come italiano», disse in un’occasione. E ancora: «Si dimentica che tutto il genere umano è una sola, grande universale razza umana».

Nell’articolo, tuttavia si ammette che «nonostante le forti e reiterate espressioni di riprovazione e di condanna da parte di Pio XI, in cui egli fu sempre pienamente sorretto dai suoi più diretti collaboratori a cominciare dal cardinale segretario di Stato Eugenio Pacelli, vi furono uomini di Chiesa meno coraggiosi e meno 'profeti' del Pontefice».

«Per lo più - si legge sul giornale vaticano - si trattò di ecclesiastici e religiosi mossi dall’intento di attenuare i toni dello scontro, a volte aspro, tra Pio XI e il governo fascista, nell’illusione di poter raggiungere per quella strada una modifica, o un ammorbidimento, delle posizioni disumane del regime». «Altri prelati peraltro, ad esempio nell’Epifania del 1939, si pronunciavano all’unisono contro la discriminazione degli ebrei: basti pensare all’arcivescovo di Bologna, Giovanni Battista Nasalli Rocca, all’arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster e al delegato apostolico in Turchia Angelo Giuseppe Roncalli.

Ieri il presidente della Camera Fini è tornato sulla questione ribadendo il suo punto di vista: «Ho pronunciato un discorso scritto, centellinato, meditato. Ci sono state delle polemiche? Io sono convinto di aver detto una cosa che corrisponde al vero».

20 dicembre 2008

[Leggi tutto...]

sabato 25 ottobre 2008

Firmata la dichiarazione di guerra

Siamo legalmente in guerra con l'Italia!

Dal blog Il Consiglio:

“Spettava allo Stato e, per esso, al presidente del Consiglio dei Ministri, adottare il decreto con cui, il 29 gennaio scorso, è stata disposta la sospensione dell'allora governatore siciliano Salvatore Cuffaro dalla carica di deputato regionale e di presidente della Regione siciliana”


L'argomento di oggi è di quelli che mai vorremmo trovarci tra le mani, a metà tra il blasfemo ed il trascendentale. Uno di quegli argomenti che a prima vista potrebbero fare solo del male a chi li propone, lasciandolo esposto alla pubblica gogna ed additato come esempio negativo. Ma noi con abnegazione lo affronteremo a testa bassa. Ed allora bando agli indugi. Profferiamo la bestemmia.

I Siciliani, tutti i Siciliani, diano a Cesare quel che è di Cesare e rendano omaggio al più grande eroe che, in un epoca così avara di coraggio, abbia avuto la Sicilia dal 1992 ad oggi:

Salvatore Cuffaro, detto Totò.

Siete ancora qui? Non avete cambiato sito e cancellato questo per sempre dai vostri preferiti? Ed allora continuiamo.

Totò, che dopo averne combinate di cotte e di crude inspiegabilmente decise contrito di dimettersi dalla sua poltrona presidenziale. Decisione peraltro convenientemente presa battendo sul filo di lana i pervertiti del governo Prodi che basiti di fronte alla mossa a sorpresa non colsero l'attimo e ritardarono quel tanto che bastava la firma dell'atto di sospensione.

Totò che poi fece ricorso alla corte costituzionale contro il provvedimento, dimostrando così una assoluta ignoranza della res publica che fino a pochi giorni prima presiedeva.

Oggi la corte costituzionale ha rigettato quel ricorso con decisione assolutamente arbitraria ed illegale. Non doveva infatti il Presidente siciliano fare ricorso a quell'organo, e non dovrebbe l'organo suddetto emanare alcun verdetto, essendo di fatto incompetente in materia.

Sappiamo tutti che l'organo competente è l'Alta Corte che al contrario di quanto molti credono esiste ancora (non essendo possibile abolirla legalmente senza eliminarla dallo Statuto) ma non è funzionante in quanto lo stesso Cuffaro (tra gli altri) non ha nominato i membri di competenza del governo regionale.

Ma allora perchè dovremmo ringraziare il nostro Totò? Perchè grazie alla sua incompetenza siamo su di una strada a senso unico. Non possiamo più tornare indietro. Dobbiamo arrivare allo scontro.

La sentenza fraudolentemente emanata dalla corte costituzionale rende esplicito il conflitto tra lo stato italiano e la Nazione Siciliana. Da oggi siamo legalmente in guerra.

In campo aperto non ci sono più scogli dietro cui nascondersi. E precisiamo ancora una volta: lo Statuto non è morto, ma per la prima volta è stato violato in maniera chiara ed esplicita dallo stato italiano. Abbiamo legalmente le mani libere.

E questo significa un'altra cosa: l'attuale presidente, Raffaele Lombardo, è con le spalle al muro. Non ha più spazi né scuse. O contrattacca o si consegna al nemico in una resa incondizionata.

E se fino a qualche giorno fa Lombardo andava sostenuto nel suo scontro con Arcore, oggi va anche incalzato senza pietà e con la massima durezza: faccia qualcosa o si levi di torno.

Grazie, Totò.


[Leggi tutto...]

sabato 9 agosto 2008

Italia culla di civiltà... prima del Risorgimento!

Dal diario di Fè'dor Michajlovic Dostoevskij (1821-1881):

"... per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un'idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l'idea dell'unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale.

I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un 'idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l'arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l'Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? E' sorto un piccolo regno di second'ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, ... un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un'unità meccanica e non spirituale (cioè non l'unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second'ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!"

[Leggi tutto...]

giovedì 29 maggio 2008

Ecco come verrà distrutta la Nostra Terra

L'Altra Sicilia ci fa sapere come il regime tosco-padano intende mettere in atto ciò che non è riuscito a Prodi. Con la faccia di Berlusconi e del suoi padanissimi ministri, questa volta sono riusciti a legalizzare uno degli affari più sporchi della storia repubblicana, con il benestare - ovviamente - di quei PORCI esponenti politici siciliani e meridionali che hanno venduto il culo al colonizzatore e fanno finta di non vedere quale immane catastrofe ci aspetta. E' ora che si dia vita a un Nuovo Vespro. Vi dicono niente queste parole? Dobbiamo diffondere queste notizie con tutte le nostre forze e sensibilizzare più compatrioti possibili, procedendo tutti uniti e senza stupide divisioni ideologiche. E, se possibile, mettendo da parte temporaneamente - e nel nome di una causa giusta - ciò che ci divide come Siciliani dagli altri Meridionali.

Inoltre, mi sembra questa l'occasione per lanciare un appello a tutti i blogger Siciliani - degni di questo nome - ad aprirsi a tutti gli altri per fare sistema. Trovo infatti estremamente stupido non linkare altri siti perché magari le loro opinioni sono discordi dalle nostre. Io credo che sia arrivato il momento di mettere da parte inutili egoismi e settarismi per cominciare a muoverci come Popolo. Se non ci riusciamo noi che ci sentiamo "consapevoli" come credete che il Popolo ci seguirà?

Da qualche giorno ho aggiunto una barra al mio blog da cui in tempo reale è possibile leggere gli aggiornamenti dai blog Siciliani più caldi. Avrei il piacere di aggiungere altri blog se questi utilizzassero la tecnologia RSS o similia. Chiunque volesse sapere come si fa ad attivare i feed RSS può tranquillamente contattarmi e sarò ben lieto di fornirgli le informazioni necessarie.

Intanto leggete e diffondete più che potete il pezzo a seguire pubblicato da L'Altra Sicilia.


Le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti del 24 Maggio 2008


A qualcuno serve necessariamente aprire nuove discariche per continuare a nascondere di tutto.

Questa tensione, questa crisi, è stata studiata a tavolino per creare con la forza discariche e inceneritori non solo per il grande business dell'incenerimento, ma anche e soprattutto per far sparire o bruciare qualcosa di veramente grosso. Il business dei rifiuti tossici è IL BUSINESS per eccellenza e la Campania è da decenni meta privilegiata di rifiuti tossici di ogni genere sversati nei campi, sui rifiuti urbani in strada poi dati alle fiamme, nelle cave e nelle discariche poi legalizzate dallo Stato.

Mentre la crisi, che si acuisce ad arte, continua, la produzione e lo stoccaggio di scorie terrificanti procede, e il loro smaltimento diventa sempre più pressante ed improrogabile.

L'unica via di fuga, l'unico mezzo possibile era quello di scavare altre buche col pretesto di ripulire la Campania dai rifiuti tal quale e costuire inceneritori per bruciare le ecoballe (che nessuno vuole perchè zeppe di rifiuti cancerogeni) ed i rifiuti via via prodotti una volta esaurite le discariche.
La realtà invece supera la fantasia ed il Comitato Allarme Rifiuti Tossici rende noto... quello che il testo del decreto, a prima vista un'accozzaglia di articoli di legge e codici incomprensibili, afferma in maniera sconcertante.

Gli artt 8 e 9 sono quelli della verità, sono quelli dove va ricercata la motivazione di tutto.

Sia i termovalorizzatori e sia le discariche devono nascere con lo scopo ben preciso di bruciare o interrare (in discariche su cui non viene effettuata alcuna VIA) anche rifiuti pericolosi o non meglio specificati. Le stesse ceneri tossiche, prodotte dalla combustione dei futuri inceneritori, che andrebbero conferite in discariche speciali, si prevede vengano sversate nei 10 siti stabiliti dal decreto: tutti dicono che l'inceneritore non fa male, nessuno che le ceneri prodotte sono vere e proprie bombe ecologiche.

I comma 2 dell'art 8 e 9 sono di portata criminale e per questo sono scritti in un modo scarsamente comprensibile. L'urgenza di aprire nuove discariche appare così una scusa con cui poter aggirare normative nazionali ed europee in tema di smaltimento rifiuti. Ancora una volta sorge il dubbio che la crisi campana sia stata studiata a tavolino per avviare, con la scusa dell'emergenza, discariche ed inceneritori, col pericolo di affossare eventuali procedimenti in corso (si veda la vicenda Lo Uttaro) e far sparire dietro 2 commi di un decreto un po' di disastri ambientali pregressi.
Il business dei rifiuti tossici è il business per eccellenza, più del petrolio e del tabacco. Questi rifiuti pericolosi vengono prodotti tutti i giorni in ogni parte del mondo e in quantità mostruose: del loro smaltimento è in atto una rudimentale semplificazione ai danni della salute dei cittadini campani. (Marco M. - Pressante.com)

Di seguito gli articoli incriminati:

Art. 8, comma 2: In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ed agli articoli 191 e 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento.

Art. 8, comma 3: E' prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonche' il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo.

Art. 9, comma 2: Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e' inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche' 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18.

Come si legge, gli impianti individuati dal decreto sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER:

19.12.12: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata

19.05.03: compost fuori specifica

20.03.01: rifiuti dei mercati

19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [comunque previsti sotto]

ed ancora:

19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)
19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali)
19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose
19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose

Il testo del decreto rifiuti in vigore da oggi (24 maggio 2008)

26 maggio 2008
Comitato Allarme Rifiuti Tossici


[Leggi tutto...]

lunedì 26 maggio 2008

Spazzatura d'occidente

Riporto dal blog Il Consiglio un'ottima analisi dell'Abate Vella sull'affaire monnezza. Pieno di spunti e di elementi di riflessione, l'articolo lascia intravedere quali e quanto potenti siano le forze mafiose che si nascondono dietro l'emergenza campana: dalle fabbrichette venete ai "moralisti" tedeschi, gli interessi in campo rivelano i piani dell'industria occidentale per trasformare la Sicilia e il Sud nell'immondezzaio d'Europa e ricavarne così l'oro che consentirà al nuovo Impero d'Occidente di fronteggiare l'avanzata cinese.

dell'Abate Vella


Il 13 marzo 2007 Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, fu ascoltato dalla commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.

Il testo dell'audizione (reperibile in rete) offre uno spaccato preciso dell'argomento. Vediamo di inserirlo nel contesto della attuale situazione di crisi del napoletano.

Una prima sintesi del fenomeno si trova alla pagina 5:

«Osservando, però, l’evoluzione di questo mercato, abbiamo notato che, accanto agli esponenti delle famiglie mafiose, il mondo dei rifiuti si è andato popolando sempre più di una varietà di soggetti che, nella gran parte dei casi, non ha un precedente criminale, ma si collega con i criminali.

L’impressione generale suggerisce che il grosso affare dell’emergenza rifiuti non sia semplicemente il frutto di un'attività criminale occasionale, ma sia legato a un preciso orientamento di alcuni settori del mondo produttivo, sia locale che nazionale, desiderosi – com’è logico per qualsiasi impresa – di ridurre i costi attraverso una costante violazione delle regole del gioco e, di conseguenza, di aumentare i propri profitti.»

L'emergenza rifiuti è da considerarsi un affare in sé. Non è da vedersi solo nell'ottica della conseguenza di determinati traffici che hanno colmato le discariche (abusive o legali) della Campania. Questo “affare” dell'emergenza rifiuti poi non è gestito esclusivamente dalla criminalità organizzata, ma in modo sempre più invasivo anche da soggetti esterni a questo mondo.

A questa dichiarazione però sembra non essere dato seguito nel corso dell'audizione. Poi poco più sotto Grasso dice qualcos'altro che merita attenzione:

«Un breve accenno va fatto ai termovalorizzatori (...). La questione dei termovalorizzatori è molto dibattuta. In merito, ci sono molte pressioni da parte di Legambiente che non considera la soluzione scelta la migliore che si potesse adottare, soprattutto – e questo forse è il punto – senza prevedere una selezione dei rifiuti a monte e un riciclaggio degli stessi. In quest’ottica, il termovalorizzatore dovrebbe essere usato solo per il residuo. Si tratta, comunque, di scelte discrezionali su cui non possiamo intervenire, dovendo limitarci ad accertare se si verificano reati nel momento in cui si pongono in essere queste soluzioni.»

La dice in modo che sembrerebbe casuale e ribadendo che queste sono scelte discrezionali, sulle quali non si può intervenire giuridicamente. Eppure se la esprime in questi termini legandola alla raccolta differenziata (ed aggiungendo un rafforzativo “e questo è forse il punto”) vuol dire che la considera parte integrante del discorso. Una divagazione che avrebbe dovuto suscitare curiosità nella commissione. E forse Grasso divaga sperando di suscitare quella curiosità. Ma il discorso cade, e nessuno della commissione crede di dovere approfondire.

Ma mentre a Napoli esplode la protesta dei cittadini, spunta fuori una notizia che potrebbe spiegare il motivo di “quel breve accenno su scelte su cui non possiamo intervenire”. La magistratura di Terni sequestra l'inceneritore cittadino. Motivo? Pare che lì si bruciassero rifiuti tossici:

«La magistratura tuttavia vuole verificare se tra i rifiuti inceneriti possano essere capitate sostanze nocive o [addirittura, ndr] radioattive»

A questo punto la volontà di costruire inceneritori che brucino tutto senza selezione dei rifiuti a monte (come ad esempio si vorrebbe fare in Sicilia...) diventa ancora più sospetta.

Nascondere i rifiuti tossici in una discarica in mezzo a rifiuti normali non vuol dire farli sparire. Sono sempre lì. Sarebbe semplicissimo analizzarli e risalire all'origine di quei rifiuti. Anzi è stato già fatto. Il “seppellimento” non è più un metodo così sicuro.

Si potrebbero mandare nei paesi nel terzo mondo, come fa TUTTO l'occidente. Ma questa via, anch'essa non più tanto sicura essendo il trucco oramai svelato (e Grasso ne parla nella stessa audizione), potrebbe rivelarsi comunque più costosa dell'incenerimento quasi in loco.

Inoltre i volumi di rifiuti tossici da fare scomparire in Italia ed in Europa aumenteranno esponenzialmente nei prossimi anni. Se fino a poco tempo fà questo (insieme al traffico di clandestini da destinare al lavoro nero nelle fabbriche) era un affare per pochi imprenditori senza scrupoli con le giuste connessioni, ora a causa dell'avanzata cinese e del crollo economico occidentale è diventato la discriminante a seconda della quale un'azienda veneta (tanto per fare un esempio tra quelli riportati sempre nella stessa audizione...) potrà sopravvivere ovvero dichiarare fallimento.

Gli interessi dietro all'emergenza rifiuti e di conseguenza dietro la costruzione degli inceneritori sono così più chiari di quello che potrebbe sembrare. In mezzo ci sono non solo le grosse imprese che dovrebbero costruirli (Impregilo su tutte), ma anche l'intero sistema produttivo del nostro paese e non solo, visto che pare in Campania si siano trovati anche rifiuti provenienti dall'estero (Vedi che furbi i tedeschi? Scambiano i loro rifiuti nocivi con le nostre ecoballe, e per giunta li paghiamo per questo. Un doppio guadagno: “trasi munnizza e nesci oro”, staranno dicendosi in teutonico dialetto...).

E la criminalità organizzata locale e già pronta al salto, come deduciamo sempre dalla stessa audizione:

«Si tratta quasi sempre di imprese che in passato si occupavano di trasporto terra e che si sono riciclate nel più remunerativo settore della gestione dei rifiuti.»

Se ora la criminalità si occupa di gestione complessiva dei rifiuti, la destinazione finale di questi rifiuti non è più decisiva, anche perchè la “camorra” potrebbe arrivare ad ottenere la gestione stessa degli inceneritori. E dopo l'incenerimento niente più tracce: anche quando si dovessero registrare anomalie nelle emissioni sarebbe impossibile risalire all'origine del rifiuto tossico.

L'affare dell'emergenza rifiuti nasce da lontano: il campo le è stato preparato pazientemente.

Ed ora interpretiamo la crisi campana in base a quanto detto.

Per capire quello che sta succedendo basta notare che Bassolino è ancora al suo posto. Nessuno ne parla più sui giornali, di Bassolino. E nessuno fa caso al fatto che la soluzione proposta dal governo Berlusconi è la stessa identica di quella proposta dal governo Prodi. Quindi tutti gli interessi di cui sopra sono ancora al loro posto e di conseguenza al suo posto rimane lo stesso Bassolino, che la “crisi” ha magistralmente provocato tramite ritardi e calibratissime inefficienze.

Ed allora, visto che le proteste continuano, non ci vengano più a raccontare balle dicendo che è la camorra che soffia sul fuoco della rivolta popolare. Sarebbe come dire che lo stato sta combattendo la mafia. Per giunta tutto lo stato compatto, da destra a sinistra, e con tutte le sue istituzioni. Per la prima volta da 150 anni a questa parte. Ma chi vogliono fare fessi?

L'interesse della camorra è proprio nella costruzione degli inceneritori, e momentaneamente nella riapertura delle discariche (dove li staranno gettando i rifiuti tossici in questo periodo?) come sempre coincidente con quello di certi “poteri forti” esterni al territorio da essa controllato.

Rimane solo una cosa da capire. Forse la più importante. Vorremmo tanto credere che le rivolte del napoletano siano pura e semplice rabbia popolare. Fino alle elezioni si poteva pensare che dietro ci fossero elementi di centro-destra. Ma ora non possiamo pensarlo più. Eppure ci sembrano troppo forti e troppo bene organizzate per dire che sia il “popolo” ad autogestirsi.

E se tutti i poteri “occidentali” si sono raggruppati preoccupati dallo stesso lato (come detto, al punto da mettere da parte le sacrosante critiche a Bassolino) vuole forse dire che qualcun altro è entrato in gioco? Ma chi? Chi è che “aizza la massa”, nelle parole di Gasparri, se tutti la stanno combattendo?

La situazione campana è in qualche modo da mettere in relazione con i pesanti dissidi occorsi in questi giorni in Sicilia tra l'MPA-UDC e Berlusconi? La chiusura forzata (ed illegale) della discarica di Bellolampo vicino Palermo oltre ad essere una minaccia per Lombardo, serve anche a confermare ai diretti interessati che le due cose sono in qualche modo collegate?

Il Consiglio, 25 maggio 2008


[Leggi tutto...]